domenica 5 febbraio 2012

Vernice rossa per festeggiare

Per la prima volta la parola genocidio viene accostata alle violazioni dei diritti umani perpetuate in Argentina tra il 1976 e il 1983. E per la prima volta con quest'accusa viene condannato un ex militare della dittatura golpista. E' successo finalmente a Buenos Aires. La "chicca" è che alla lettura della sentenza il colpevole è stato bagnato dal pubblico con una pioggia di vernice rossa.

(22 settembre 2006)

Settembre, Milano che non t'aspetti

Traffico sostenibile su strade principali e secondarie. Quasi nessuno che cammina frenetico per le vie pedonali. Da Feltrinelli c’è gente ma non troppa, e puoi sfogliare libri a volontà. Cammini per Brera, resti minuti a guardare vetrine originali (quella del fornaio con i girasoli, quelle dei cartai) senza che nessuno ti si metta davanti. A San Siro entri ed esci all’ippodromo del galoppo, mentre di fianco il cavallo di Leonardo sembra materializzare un tempo che non passa.  Se vuoi, godi in esclusiva la vista totale dalla torre Branca, in ascensore c’è solo l’inserviente; apprezzi i nuovi fermenti architettonici della metropoli, come quella Zona Tortona dove prendere magari un aperitivo comodo alla piscina Solari; ma anche quelli umani, femminili, di razze varie e delle cittadine veraci. Poi, a sera fatta, i Navigli: un pullover sulle spalle basta e avanza per la brezza, bar e botteghe sono vive ma non assaltate. E una notte così potrebbe non finire mai…Questa è Milano, nella parte migliore di sé: né troppo vuota, né troppo calda. Milano che dà il meglio in un week end di inizio settembre, baciato dal sole e da una sera mite. Chi l’avrebbe detto.

(5 settembre 2006)

Stasera a cena facciamo quadrato

La cena di gruppo ideale? Otto, dieci persone al massimo, tutte intorno a un bel tavolo quadrato, tipo grande famiglia di una volta. Due posti dove ne hanno di belli: Agriturismo Cardigliano, comune di Specchia (Le), nel Salento più interno, caldo, intenso. E La tradizionale, altresì detto “luogo anche per il cibo”: ex fonderia in Milano (zona Tortona) trasformata – ed estesa – a ristorante per mezzo di belle pareti in vetro. L’illuminazione è tutta a base di.. gomitoli di luci, creazioni di tale Rosanita Mercenaro. Che sotto i tavoli quadrati fanno capolino al centro, tramite un vetro.
(5 settembre 2006).

Il gusto pieno della Vida

Poca cosa è più piacevole dell’espressione di una donna – soddisfatta, succulenta, compiaciuta – subito dopo aver fatto l’amore. Come quella di Val, la protagonista del film La vida che te espera, un attimo dopo il secondo incontro col suo uomo.

(23 agosto 2006)

 

Madredeus. al tramonto

Vai in Portogallo, scopri Lisbona, vivi l’Alfama. Poi, mesi o anni dopo, una sera d’estate, metti su un disco dei Madredeus, mentre dalla finestra aperta sconfina la luce impareggiabile del tramonto; magari, il disco che contiene “Haja o que ouver”, splendidamente inserita anche nel film “Quando sei nato non puoi più nasconderti”. Ecco una cosa che vale assolutamente.
(20 agosto 2006)

Una seggiola in strada

Se c’è una dimensione che probabilmente è andata persa, con l’avvento delle grandi metropoli, è quella della “strada”. A quanti capita, nelle città sviluppate secondo i moderni canoni occidentali, di imbattersi in cittadini che s’incontrino sottocasa in modo spontaneo e non pressato dai richiami dell’orologio? Quanti vicini di appartamento o di quartiere possono ritrovarsi fra di sé in strada, accomodandosi sulla sedia portata da casa? Ecco spiegato il fascino dei crocicchi di paese, agli occhi di chi se li trova occasionalmente davanti venendo dalla città; o quello dei rioni del centro di Siena liberati dal traffico, nelle sere d’estate che precedono o accompagnano i giorni del Palio. E là, in quelle circostanze, che la seggiolina all’aperto torna padrona. E l’uomo respira.

(20 agosto 2006)

L’osteria del buon parlare

Come e forse più delle scorse estati, la provincia di Siena è tornata ad esser popolata di visitatori stranieri: una presenza che, tra fine luglio ed i primi di agosto, apparentemente sembra addirittura prevalere su quella dei residenti. Peccato che, nonostante questo fenomeno ormai consolidato, la gran parte del personale di bar o ristoranti (che ne beneficiano) si guardi bene dal proferire anche solo una frase compiuta di inglese o francese. Fa notizia, piuttosto, l’eccezione: è il caso della giovane cameriera dell’osteria da Camillo, pieno centro di Poggibonsi. Non solo parla inglese, ma sta pure al gioco delle battute dello scherzoso turista yankee di turno. Wonderful! Cercasi emulators.

(7 agosto 2006)