domenica 5 febbraio 2012

Gli auguri delle cene

Nell'Italia che sta più o meno bene, il Natale in arrivo significa sequela più o meno lunga di brindisi, buffet e soprattutto cene degli auguri. Per la gioia di alimentaristi e pubblici esercizi, sicuramente: non sempre per quella dei partecipanti. A volte il rito è vissuto solo in quanto tale, e quasi sei "out" se non stigmatizzi almeno una volta con fare snob la routinaria pratica. Se poi pensi "a quanta gente potrebbe mangiare con tutta quella roba..."
Eppure non sempre è così. Capita anche che realmente la cena degli auguri diventa la motivazione giusta per rivedere gente con cui ha condiviso tanto, e che non vedi da mesi. Oppure, per condividere momenti insoliti e realmente allegri con colleghi abituati a frequentarti in tutt'altra veste; figuriamoci se poi la cena è fatta "in casa", spartendosi i compiti di cucina, servizio e animazione...
In quei momenti, davvero, pensi ad un fortunato slogan pubblicitario. Diceva: "adesso è natale"..

(22 dicembre 2006)

Piaceri sonori

Unplugged, Giorgia. Specie se ascoltato dopo lungo tempo, una domenica sera..

( 5 dicembre 2006)

Txikiteo, tavola basca in Catalunya

Mai provato il tonno in brodo con patate? Mai stati in un ristorante basco, probabilmente. Mai provato quindi il "martinat", o un nomignolo simile: lo servono delizioso (c'è anche pomodoro e qualche spezia, parrebbe curry ma la camarera smentisce) al Txikiteo: è un locale seminascosto nel centro di Barcellona, in una traversa (Almes Clavé) tra la fine delle ramblas e l'inizio del port vell. Rustico, ben più lungo che largo, sorridente e abbastanza rapido nel servizio. La domenica sera capita anche di trovarci qualche compagnia che asseconda i brani amarcord ("ora y no llores..") di un chitarrista di passaggio. Con 21 euro a testa ci è passata la fame.
Tag: mangiare, barcellona
(4 dicembre 2006)

Notte d'oro in cattedrale

Primo dicembre 2006, Siena. Non è solo il giorno d'ingresso nel mese più intimo dell'anno. Non è solo, come ogni anno, Sant'Ansano, patrono festeggiato negli enti pubblici e da qualche artigiano svogliato; non è solo il giorno in cui tornano tutte insieme le bandiere delle contrade esposte alle trifore dei palazzi più importanti. E' anche, quest'anno, una splendida notte: frizzante più che fredda e baciata da una quasipiena luna. E' anche lo spettacolo della facciata del Duomo, risvelata per la prima volta dopo un anno e mezzo di restauri e illuminata per l'occasione come una diva in scena, con i suoi mille personaggi in marmo ritrovati, e con i fraseggi d'oro inaspettati. Emozione vissuta quasi in silenzio, come si conviene a dicembre, e prolungata all'interno passeggiando e riscoprendo bellezze e curiosità di un luogo che è di culto, ma a volte (oggi) diventa soprattutto agorà. Una grande e stupenda piazza coperta, con quei 17 vessilli colorati come in nessun dove altrove. Stanotte è bella Siena, come non mai. 

(2 dicembre 2006)

parcheggiare corpo e mente

Molte cose identificano le grandi città, in confronto alle altre. Grandi tangenziali e grande traffico, smog di conseguenza, cartelloni pubblicitari mastodontici... Almeno due, tuttavia, le identificano in positivo: i fiumi, ed i parchi. Da Vienna a Siviglia, da Londra a Roma, quasi sempre i veri centri trainanti della storia moderna hanno avuto un fiume nel mezzo al proprio cuore urbano, ed oggi continuano a valorizzarlo se non a riscoprirlo ex novo. Poi ci sono le grandi aree verdi: Hyde o Regent's park, Schombrunn, Le cinquantenaire, Villa Borghese.. vere e proprie oasi in mezzo al "logorio della vita moderna", dove potersi estraniare, correre, giocare, amoreggiare. Un piacere immenso e improvviso, che quasi sempre le città di provincia non hanno. Anche se forse ne hanno meno bisogno.
(23 ottobre 2006)

Er Galletto dietro al Campo


Cenare a Campo deì fiori è suggestivo, ma può sapere di artefatto. La gran parte dei posti all'aperto, anche in questo ottobre stranamente mite, è conquistato da visitatori stranieri; e i menu sono adeguati alla situazione. Ma i dintorni di Trastevere a Roma sono ricchi di alternative: dietro la piazza, ad esempio, te ne trovi subito un'altra suggestiva. E' piazza Farnese, con l'omonimo palazzo sede dell'Ambasciata di Francia. In un'angolo del quadrilatero c'è "Ar Galletto": piccolo ma non troppo, tavoli anche all'aperto clientela prevalente locale, cameriere romanesco (ma non troppo). Rigatoni o gnocchi alla romana, straccetti alla rughetta, acqua e vino per due: 56 euro, che diventano 50. Un po' lenti nel fare il conto, ma er galletto canta bene.

(23 ottobre 2006)

La scalinata della vita

Chichen itza è in corsa per la proclamazione di ottava meraviglia del mondo. Chichen itza è ormai anche un luogo-simbolo del precario equilibrio tra turismo di massa e conservazione del passato. Il comprensibile entusiasmo del Messico per il raggiungimento di questo traguardo lascia evidentemente pensare con timore all’eventualità che, dopo la proclamazione eventuale, l’equilibrio possa precipitare.

Eppure, a tutt’oggi, l’atmosfera che si percepisce in quel sito come a Uxmal, o a Coba o in altri luoghi che furono dei Maya, e davvero meravigliosa. Poche prospettive, come quella che ci sovrasta salendo la rampa delle piramidi, trasmettono così d’un fiato la fragilità della vita, e la sua bellezza al tempo stesso. Ed è straordinaria la capacità di suscitare immaginazione su “cosa ci sarà là sotto”, guardando dall’alto delle costruzioni verso l’infinita e intricata foresta che si stende ai quattro lati.

Chichen itza è una meraviglia del mondo. Auguriamoci che rimanga a lungo.

(21 ottobre 2006)