Se c’è una dimensione che probabilmente è andata persa, con l’avvento delle grandi metropoli, è quella della “strada”. A quanti capita, nelle città sviluppate secondo i moderni canoni occidentali, di imbattersi in cittadini che s’incontrino sottocasa in modo spontaneo e non pressato dai richiami dell’orologio? Quanti vicini di appartamento o di quartiere possono ritrovarsi fra di sé in strada, accomodandosi sulla sedia portata da casa? Ecco spiegato il fascino dei crocicchi di paese, agli occhi di chi se li trova occasionalmente davanti venendo dalla città; o quello dei rioni del centro di Siena liberati dal traffico, nelle sere d’estate che precedono o accompagnano i giorni del Palio. E là, in quelle circostanze, che la seggiolina all’aperto torna padrona. E l’uomo respira.
(20 agosto 2006)
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